Tecno-fobici e Tecno-populisti: dalla sintesi di questo confronto nascerà la formazione del futuro

Un brillante articolo di Antonello Calvaruso, direttore di AIF Academy, analizza un interessante aspetto legato al futuro della formazione: l’incontro fra i Tecno-fobici e i Tecno-populisti alla ricerca di una armonica composizione dell’ambiente in cui la persona progetta il proprio divenire

Da Il Quotidiano del Sud, mercoledi 18 settembre 2019

“A 15 anni dall’inizio delle sue attività Fondimpresa, il più importante fondo interprofessionale per la formazione, organizza un evento dal titolo Il futuro del sapere. A prescindere da quali possano essere i risultati di questo incontro è auspicabile che la formazione, nel progettare il suo futuro, edifichi un grande sistema di apprendimento misto nel quale integrare la molteplicità frammentata di strumenti e metodi in un’unica dimensione di senso.
Tutto avrà inizio quando la tribù dei Tecno-fobici incontrerà quella dei Tecno-populisti. Anche se ancora sofferenti dei postumi di una prolungata sbornia, nel discutere, si accorgeranno che il futuro della formazione non è nell’uso o meno di specifici strumenti ma nell’armonica composizione dell’ambiente in cui la persona progetta il proprio divenire.
I Tecno-populisti sosterranno che le tecnologie dell’informazione trasformeranno sempre più il mondo della formazione facilitando l’accesso a contenuti ben organizzati che genereranno opportunità di apprendimento estese e trascendenti dal tempo e dallo spazio. Ogni persona potrà costruire il proprio ambiente di apprendimento e strutturare la propria conoscenza attingendo dalle vastissime risorse disponibili. Ciò renderà possibile, a individui delle più svariate professioni, occupazioni e condizioni sociali, di disporre di un potere enormemente maggiore nel modellare il proprio sviluppo professionale.
Certo, ammetteranno, la scarsa equità nell’accesso alle risorse e l’adozione esasperata del modello competitivo potranno comportare un uso improprio delle risorse provocando una formazione sempre più frammentata in pillole inidonee a migliorare la condizione umana della persona all’interno del processo produttivo.
La tribù dei Tecno-fobici controbatterà che i contenuti disponibili in rete sono deperibili e spesso inaffidabili, le dinamiche di gruppo e le emozioni sollecitano un autosviluppo della persona che perdura nel tempo. Le tecnologie formative potranno giungere fino a un certo punto. Si potrà imparare molto attraverso un computer ma, per costruire il proprio senso di autoefficacia, coltivare le proprie aspirazioni e trovare un significato e una direzione delle strade che si intraprendono nella vita, occorrerà sempre una maestro in carne e ossa.
Entrambe le tribù alla fine converranno che ogni profonda transizione culturale e tecnologica provoca modificazioni fondamentali nei sistemi formativi e che la crescente complessità della tecnologia, dei sistemi sociali e dell’economia globalizzata, richiede sia nuovi tipi di competenze sia strategie cognitive e abilità idonee a far diventare la persona architetto del proprio destino.
Buona parte dell’apprendimento dovrà quindi aver luogo fuori dai confini dell’aula ma la formazione a distanza dovrà essere ricondotta nella giusta prospettiva. Essendo il comportamento umano e l’agire con competenza il risultato di una moltitudine di fattori causali individuali, organizzativi e ambientali, le persone, per tracciare il proprio percorso, non potranno esclusivamente inghiottire pillole formative professionalizzanti, erogate a distanza, ma trovare anche ambienti dove soffermarsi sul senso della vita e sull’influenza esercitata da altri fattori di natura sociale, geografica o istituzionale. Per modellare il proprio futuro lavorativo e sociale la persona dovrà essere messa in grado di sentirsi capace di ottenere cambiamenti sociali significativi. il cambiamento personale e la trasformazione sociale dono due approcci complementari e di reciproca causalità per il miglioramento della qualità della vita.
Ecco allora che, di comune accordo, definiranno formazione futura quella che consentirà alla persona di accedere a quegli strumenti intellettuali necessari a maturare le convinzioni di efficacia e gli interessi intrinsechi necessari per educare se stessi in una varietà di sfide necessarie per migliorare l’esistenza nel suo divenire.
Coltivare le giuste risorse personali renderà la persona capace di acquisire nuove conoscenze e coltivare abilità per se stessa, per la collettività e per l’ambiente in cui vive. I principali mediatori non saranno più gli strumenti e le metodologie ma i processi cognitivi, motivazionali, affettivi e selettivi.
Tutto questo contribuirà al modo in cui abilità cognitive ben sviluppate verranno usate per gestire richieste che ci provengono dalla vita quotidiana.
Le persone utilizzeranno le tecnologie per formare reti educative interattive, dove potranno apprendere le une dalle altre in una dimensione di parità, di apprendimento cooperativo. Le relazioni multidimensionali collaborative e consultive accelereranno l’acquisizione e il padroneggiamento di argomenti difficili e la costruzione di nuove conoscenze. Le risorse educative multimediali disponibili in rete metteranno a loro volta i formatori in grado di creare e ritagliare su misura gli ambienti di apprendimento nelle loro aule per perseguire particolari obiettivi legati all’apprendimento osservativo, alle attività di esplorazione, all’insegnamento verbale attraverso sintesi cognitive innovative delle conoscenze acquisite.
Le frange più creative delle due tribù chiederanno di assumersi i rischi dell’integrazione dei diversi approcci per generare questi modelli di sviluppo personale. Urleranno che un atteggiamento eccessivamente cauto perpetuerà un’inaccettabile spreco del potenziale umano. Ma quelli più ragionevoli diranno che lasciare decidere la persona su quali abilità creative coltivare comporterebbe enormi investimenti in termini di impegno a fronte dell’alea di difficile realizzazione e di forti sofferenze indotte da ostacoli e incertezze.
La formazione del futuro emergerà dalla sintesi di questo confronto sapendo che, come sosteneva George Bernard Shaw, trasformare in realtà ciò che si immagina è un processo arduo e dall’esito incerto. E, poiché le persone ragionevoli si adattano al mondo e quelle irragionevoli cercano di modificarlo, il progresso umano dipende dalle persone irragionevoli.”

Antonello Calvaruso

2019-09-18T12:30:45+01:00

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